ROMA MUNICIPIO VIII – Storia Antichità Monumenti

(Saggio storico-archeologico)

Anno di pubblicazione 2006

Editore PubliDragon

 

TERRA NATIA 

 Sei anni or sono, quando uscì la prima edizione del mio libro Torrenova Felix, un testo che riporta le vicende storiche dell’antica Tenuta di Torrenova, la quale occupava metà del territorio del Municipio VIII, sentii di aver trovato finalmente le mie radici,  la storia del luogo in cui ero nata e dove i miei genitori, nel giugno del 1954, emigrarono dall’Abruzzo.  Una necessità interiore che in questi anni, recandomi nelle scuole della zona per raccontare ai ragazzi le origini di questa nostra “terra natìa”, ho avuto modo di riscontrare in ognuno di loro.

Fu così, che dopo innumerevoli incertezze causate da varie vicissitudini, mi decisi a rimettere mano alla storia dell’intero territorio del Municipio VI. Un amore incontenibile che mi ha spinta a scrivere di questi luoghi spesso dimenticati e, ancor peggio, sconosciuti persino ai romani.

Sono trascorsi, infatti, duemila anni da quando Giulio Sesto Frontino (30-103 d.C.),  prefetto e curatore delle acque, riferendosi ai monumentali acquedotti che conducevano l’acqua a Roma, (sette dei quali attraversavano il nostro territorio), si  domandava: “A tali costruzioni, necessarie per così ingenti quantità d’acqua, si potrebbero paragonare le inutili piramidi d’Egitto, o le altre opere dei Greci, improduttive ma rese celebri dalla fama?” Un interrogativo che riflette ancor oggi una grande verità. Molti sono infatti i romani che hanno visitato le piramidi, ma quanti hanno visto, anche per una sola volta, il monumentale Ponte Lupo? L’antico manufatto (lungo 135 metri e alto 31,60) è uno straordinario esempio di ingegneria idraulica, destinato a trasportare lo speco dell’acquedotto Marcio costruito nel 144 a.C., che si erge tra le splendide valli di San Giovanni in Camporazio (nel Municipio VIII) dove scavalca il Fosso dell’Acqua Rossa, dal quale prende le acque anche una suggestiva cascata di oltre cinquanta metri d’altezza.

Persino la monumentale Fontana di Trevi,  nota in tutto il mondo, altri non è che la “mostra”, ossia la parte terminale, dell’acquedotto Vergine le cui sorgenti scaturiscono in località Salone.

Ma oltre ai sette acquedotti che attraversavano la zona, nel territorio del Municipio VIII si ergevano ben sei castelli, tre dei quali sono sopravvissuti al tempo: il castello di Torrenova; il castello di San Vittorino e il castello di Lunghezza. All’interno di quest’ultimo, nel 1297, venne firmato uno tra i più famosi documenti del tempo, il cosiddetto “Manifesto di Lunghezza”, un atto di protesta dei cardinali contro l’elezione al pontificato di Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani.

Vi sono poi innumerevoli torri medievali; una catacomba del IV secolo;  i due ponti più antichi di Roma, Ponte di Nona e Ponte del Giardino; una splendida Basilica a Tor Bella Monaca e il grande Santuario della Madonna di Fatima a San Vittorino.

Importanti sono le vicende storiche che si svolsero in questi luoghi: come la lunga prigionia del pontefice Pasquale II (1099-1118) che si consumò nel castello dell’antica Querquetula, attuale Corcolle, dove vi fu trascinato dagli uomini del tedesco Enrico V che il papa si rifiutava di incoronare imperatore. In questo castello, il papa fu tenuto in catene insieme ad alcuni cardinali per due lunghi e freddi mesi dell’inverno del 1111.

Oppure la famosa tavola rotonda che si svolse nel castello di San Giovanni in Camporazio nell’autunno del 1378, tra gli ambasciatori della sovrana Giovanna I d’Angiò regina di Napoli, che parteggiava per  l’antipapa Clemente VII, e i cardinali fedeli al papa Urbano VI, tra i quali c’era anche Santa Caterina da Siena, fidata consigliera del papa, inviata probabilmente in veste non ufficiale dallo stesso Urbano VI. L’incontro fu voluto nel tentativo di scongiurare quello che passerà alla storia come il grande scisma d’Occidente.

 Nel testo, diviso per località e in tredici capitoli, le notizie raccolte non vanno oltre la prima metà del Novecento,  molti toponimi nati dopo questa data non vengono riportati nei titoli, ma solamente all’interno dei capitoli che riguardano la zona alla quale corrispondono.

 Uno dei capitoli, il sesto, è interamente dedicato all’antica e colta città di Gabii, centro della cultura già nel IX secolo a.C., dove è stata scoperta l’iscrizione greca più antica mai ritrovata. Questa città, fondata prima di Roma, è il luogo in cui, narra la leggenda, il pastore Faustolo vi mandò a studiare i due famosi gemelli Romolo e Remo.

Ma ciò che emerge da queste ricerche è constatare come il territorio del Municipio VIII, sin dai tempi più remoti, si sia sempre rivelato il fulcro della cultura e dell’istruzione: da Gabii una delle più importanti città del Lazio arcaico, che si può considerare la Oxford del mondo antico; alle prime scuole sperimentali avviate nell’Agro Romano per i figli dei contadini, aperte, nel primo decennio del Novecento in località Lunghezza e a Pantano Borghese. Per arrivare alla realizzazione, avvenuta nei primi anni Ottanta, del più moderno e attrezzato Liceo di Roma, l’Amaldi, che può ospitare fino a 1200 studenti. In quegli stessi anni  si è assistito alla nascita di quello che oggi risulta essere il più grande Campus Universitario d’Europa: l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

L’autrice

Roma 8 gennaio 2006